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Inserita il: 01/12/2009
''NESSUNO DEVE SAPERE'' Il nuovo film di Michelle Ferrari diretto da Susi Medusa Gottardi in esclusiva per ShowTime.
In distribuzione da Maggio 2010 

 
"Nessuno deve sapere", questo è il titolo del nuovo film di Michelle Ferrari, scritto e diretto da Susi Medusa Gottardi. Quello di Susi è un felice ritorno alla collaborazione con la Factory di Silvio Bandinelli, con la quale aveva iniziato il suo percorso registico qualche anno fa.
Il film, girato interamente a Praga, sarà in distribuzione da maggio 2010 per i colori Showtime. Il sito www.deltadivenere.com ha intervistato la regista. Ecco un estratto della stessa:

Come mai un personaggio come te ha scelto di fare video hard e qual è stato il primo contatto in questo ambiente?
E' stata una scelta precisa. Volevo avere in mano della carne viva per realizzare e spargere nel mondo le mie visioni e inoltre sono un voyeur.

Quali sono i criteri che adotti nelle scelte di casting?
Anche se l'imprevisto è la regola nel mondo dello spettacolo, io cerco sempre di assegnare i ruoli a persone che abbiano fisico e attitudine idonea ai personaggi per il film che ho in mente. Le qualità e capacità sessuali sono comunque fondamentali per la scelta.

Qual è il filo conduttore che unisce le varie scene nei tuoi lavori?
Dipende dalla trama che voglio sviluppare. Sono comunque atmosfere di attrito.

Da cosa nasce l'ispirazione?
Dalla pulsione contraria all'imperante tendenza ad essere un fiacco, confuso, malaticcio e ipersensibile bipede sociale - e non ha importanza il genere di tribù nella quale ci si riconosce perchè l'attitudine da pecora è simile anche indossando uniformi superficialmente diverse tra loro. A tutto questo io antepongo una storia di desiderio, di lotta, “carnivorismo”, culto della propria unicità, origine e storia, animalità, estetica. Detesto le nullità e la mancanza di stile e di carattere in ogni cosa.
Le donne che disegni sono spesso dominanti mentre nei tuoi film sono del tutto in balia del maschio...
Ci sono limiti oggettivi nei film, limiti che nell'arte grafica non esistono. E' necessario avere un carattere che possa aderire al ruolo. In “Nessun Rimorso” è l'orfana l'unica vittima di se stessa. Le altre sono serpenti che si fanno sbattere per proprio gradimento e tornaconto.

Quanto del tuo immaginario artistico (disegno, fotografia, musica, moda) hai trasferito nei film?
Molto, anche se per il momento mi sono solo schiarita la voce.
Qual è la parte anatomica di una donna che più ti stimola la fantasia?
L'abito, le scarpe o l'accessorio che indossa.

Nei tuoi film hai mai inserito brani musicali tuoi?
In "Wild Circle" il brano di chiusura del film è cantato da me e comunque tutti i pezzi di musica nascono dal mio stesso team.
Perché non hai più collaborato con la Factory di Silvio Bandinelli, che pure bazzica strade alternative al porno convenzionale...
I film usciti per lui come "Nessun Rimorso" o "Il Silenzio" la cui copertina tuttora continua a inquietare (la donna che sta per tagliare la lingua all'altra ragazza, per intenderci, uno scatto del Drakos), sono stati realizzati con una libertà d'azione non facilmente riscontrabile in altri produttori. Silvio ha il suo carattere, io il mio caratteraccio. La collaborazione si era solo allentata, non spezzata. Infatti, “Nessuno Deve Sapere” è il titolo del nuovo film di SMG per Bandinelli ed uscirà a breve. La storia è incentrata sul personaggio di Karen interpretata da Michelle Ferrari, una donna che salda nei suoi principi di vizio vede crollare attorno a se uomini e donne che sono venuti in contatto con lei. Ognuno di loro cerca di fare di Karen la colpevole e la responsabile del loro dolore e del loro crollo interiore di cui in realtà è causa soltanto la loro debolezza. Il sesso che si sviluppa e irrompe in un clima perverso è energico e sofferto con lunghi preliminari, dove sia le attrici (Daria Glower, Lena Kova e Jenna Lovely) che i performer maschili (J J, Dillon, Martin S e Tarzan) hanno dato il meglio di sè.

Qual è la tua concezione di regia nel porno?
Il mio modo è un maniacale gusto di vedere, essenziale e teso ad avere sempre angoli di visione e atmosfere giuste dell'azione e nessuna perdita di tempo, anche quando la scena è piuttosto lunga. Un occhio particolare, una ricerca nel creare gli stati emozionali che sono propri del mio personale stile, come ad esempio in “Draculya” dove ho associato il tormento e il crollo del Conte Budvary nel suo inconfessato desiderio con l'immagine di una mosca prima viva sul vetro di una finestra dalla quale non può uscire, poi morta sotto al vetro, o tanti altri dettagli del genere molti dei quali catturati all'istante.

Cosa significa essere libertini? Quale definizione dai a “moralità”?
Essere libertini è agire come se l'intero pianeta fosse una vasca dove affondare le mani, per afferrare quello che vuoi o puoi secondo la tua natura. Il libertino è colui i cui valori sono differenti dalla massa degli umani che hanno aderito a regole per subirle invece che per servirsene. La moralità è un mezzo che gli uomini hanno creato per soffrire o per eccitarsi. Il peccato non esiste.

Può esistere un'impronta femminile nell'hard?
Non penso che abbia alcuna importanza.

La versione integrale dell'intervista su www.deltadivenere.com (premi qui per leggerla)

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